LA MIA VITA…

Io sono nato a Buenos Aires, Argentina, il 30 giugno 1967. I miei genitori erano danesi giunti a quel Paese meno di un anno prima, questo potrà sembrare aneddotico ma la divergenza culturale (scandinava in famiglia, latina nella società) ha avuto un forte ascendente sul modo in cui interpreto la vita.
Ho studiato in scuole bilingui dal nido fino alla fine del liceo ottenendo i relativi diplomi più quelli dell’Università di Cambridge all’estero.
Parlo fluentemente spagnolo, italiano e inglese. Delle lingue danese, francese e portoghese, ho solo quella conoscenza base che mi permette di interpretare un testo al volo o scambiare qualche convenevole.
Ho avuto la fortuna di iniziare a viaggiare sin da piccolo e di avere avuto dei genitori viaggiatori che mi hanno insegnato a guardare il mondo con una lente diversa da quella di un turista: meno guide e più esperienze.

E PRIMA FU L’ARCHITETTURA
Ho studiato e poi lavorato in architettura per 15 anni; ho fatto dalla ristrutturazione semplice, passando per case e negozi per poi prendere parte a grandi progetti: concorsi, edifici pubblici, scuole e fabbriche, anche a livello internazionale.
Mi sono trasferito a Roma nel 2002 seguendo un’impresa con la quale già lavoravo a Buenos Aires.

CAMBIO DI ROTTA
Penso ognuno faccia il proprio bilancio su quello che vuole della vita basandosi nei propri compromessi e aspettative, poi la vita stessa ci rimaneggia come più le pare: eventi imprevisti, fortuna, disgrazie, etc… Fu così che decisi, nonostante tutto, di chiudere il capitolo Architettura.

IL RITORNO ALLA FOTOGRAFIA
Poi mi sono dedicato alla fotografia a tempo pieno… ma perché?
A 10 anni ho avuto la mia prima macchina fotografica. Mai più ho guardato una foto nello stesso modo.
C’è qualcosa di miracoloso nel fermare in una foto un frammento di tempo, o come dicono spesso: immortalarlo: quello che si fotografa: cosa, persona o evento che a sua volta contiene: un gesto, un’impronta, un’emozione diventerà parte di una storia, spesso oltre le loro esistenze.
A quel punto della mia vita avevo l’opportunità, la curiosità e le conoscenze per esplorare un mondo che avevo già toccato da ragazzo.
Su questo ho lavorato gli ultimi 20 anni: ritrarre la frazione di tempo che racconta qualcosa del soggetto o dell’evento che vada oltre la sola descrizione.