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CON LA CODA DELL’OCCHIO

La vita è ciò che accade quando si è occupato a fare altre cose.

La fotografia si sa, dipende dalla luce più di ogni altra cosa, talmente tanto che questa determina tutte le altre. La regina delle luci è quella naturale, e poiché sembra avere una vita e una volontà proprie, la preferisco quando è possibile. D’altro canto la luce artificiale è modellabile, è questo non è poco, quello che si perde in qualità si può guadagnare con eccesso in gestualità ed espressività.
La posa, quella ricercata e curata fino all’ultimo dettaglio, non fa parte del mio approccio, ma questo non significa che quando serve non sappia farlo bene: mettere il soggetto in posizione, aggiustare le luci, “sorridi!” e scattare le foto. Una modalità che alla fine ha le sue ragioni.
Studio, osservo e poi scatto quasi intuitivamente il momento in cui sento che il soggetto è un riassunto di se stesso. Per fare ciò devo interagire con il soggetto il tempo sufficiente perché faccia a meno della mia presenza. Questa però è una strada a doppio senso, l’unica maniera di quasi predire il punto di scatto.

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